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Prospettiva Salute – Quaderno 1

Pubblichiamo il Quaderno 1 di Prospettiva Salute, contenente gli articoli di Marco Ingrosso, Pietro Pellegrini, Roberto Favilla, Alessandro Volta, Comunità Solidale Parma,  Fabio Vanni, Giancarlo Izzi, Maria Inglese e Bruno Agnetti e il dialogo sorto grazie alla sezione commenti

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Riforma del lavoro medico territoriale e nuovi assetti gestionali

di Bruno Agnetti – Sarebbe interessante studiare, tra i tanti dati illeggibili di questa pandemia Covid, l’operatività di quei Medici di Medicina Generale (mmg) che sono riusciti a fare diagnosi (o almeno ipotesi diagnostiche precocissime) e a mantenere al domicilio i propri assistiti seguendoli con contatti ripetuti nella giornata portandoli così alla “guarigione”. Poi, ma dopo, sono arrivate le circolari e le linee guida ufficiali, modificate di settimana in settimana, a complicare ulteriormente ciò che già era difficile. Finché è stato possibile si è assistito ad una piccola innovazione “autonoma” del lavoro medico creata cosi, su due piedi, dai mmg a partire dai primissimi momenti.

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Tempo della scuola, tempo della DaD

di Rosaria Poi – Tempo della DaD. La Pandemia Coronavirus ha posto il problema di come raggiungere tutti i bambini e i ragazzi della scuola italiana per mantenere il rapporto con la comunità classe e continuare il percorso formativo. Le Nuove Tecnologie hanno fornito un immediato supporto, anche se la loro diffusione in Italia mostra delle diversità. L’Emilia Romagna è la regione con le scuole più digitalizzate in Italia, ma anche qui la situazione è diversificata. La scuola è pronta per la DaD. Viene descritto l’esempio della DaD attuata nell’Istituto Comprensivo di Fontanellato e Fontevivo. Emergono dal quadro i punti di forza, ma anche le numerose criticità. Tempo della scuola. La ripresa della scuola a settembre prevede attività a distanza, ma esistono pareri discordanti. Il percorso di istruzione può essere fatto senza la scuola, ma la scuola è essenziale per l’aspetto sociale, affettivo-relazionale. L’esperienza DaD dovrà diventare parte del futuro della scuola.

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Da studente a docente: una prospettiva sulla didattica a distanza

di Giuseppe Turchi – Era l’autunno del 2013 quando il dipartimento di Filosofia dell’Università di Parma introduceva per la prima volta le lezioni in modalità blended. Ricordo che, per realizzare ciò, il piccolo spazio dell’aula A2 era stato dotato di due webcam, una che puntava sul docente, l’altra sul pubblico, e di un microfono. Per gli studenti si aprivano così nuove opportunità di frequenza, dal partecipare da casa con la possibilità di intervenire in diretta al guardare le lezioni registrate in differita.

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La salute (mentale) non basta

di Fabio Vanni – Lo star bene delle persone parte da una propria ‘cura di sé’ che avviene attraverso vari tipi di pratiche che spesso includono altri ‘prossimali’ come familiari, amici, colleghi di lavoro, etc.. Quando questa auto-eco-regolazione non è sufficiente, la domanda di cura si allarga in vario modo e può coinvolgere l’aiuto professionale, quel dispositivo che i sistemi di welfare hanno messo a disposizione dei cittadini per rispondere a questo e ad altri tipi di bisogni che travalicano le possibilità autonome di risposta.