Categoria: Oriente Occidente

a cura di Francesco Gianola Bazzini

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VALENZE PLURIME E NUOVE DECLINAZIONI DEL DIGIUNO

Quindi un invito, rivolto a credenti e non credenti, a vivere questo periodo di restrizioni come astensione dal consumismo e dalla iper-alimentazione, dallo spreco e dallo scarto, dai viaggi e dagli spostamenti inutili, da ogni “superfluo” in modo da preservare acqua-aria-suolo-energia.Un antico mantra vedico a tal fine ci può accompagnare: “Om vardhanamnamah” (che significa: io nutro l’universo e l’universo nutre me). Una frase da meditare e da tradurre nella realtà odierna.

Luciano Mazzoni Benoni

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Il Papa in Iraq

Il Pontefice si è recato in un’area che è teatro di scontro geopolitico, in cui la violenza interna ed esterna ai confini infetta da tempo la storia di un Paese.
di Adel Jabbar

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Oriente Occidente attraverso il romanzo storico

Il confronto Oriente Occidente, che qualcuno vorrebbe declinare con il termine negativo scontro, ha assunto ai nostri giorni una dimensione globale. Alla mappa della vecchia Europa si è sostituita quella dell’intero mappamondo terrestre.
di Francesco Gianola Bazzini

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Al confine del nulla. Agostino e le nostre inquietudini.

Ho immaginato Agostino guardare Ippona, le coste della Numidia, oggi Algeria, come testimone impotente all’assedio dei Vandali; la città cadrà nel 429 d. C. Quell’assedio sembra non sia mai finito: l’Africa dondola i suoi fianchi generosi e saranno inglesi, francesi, italiani, portoghesi, belgi, tedeschi e ogni variante straniera avida e famelica a fare di quella terra brandelli di carne per fiere affamate. di Giusy Diquattro

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Oriente e Occidente- Immigrazioni Oriente e Occidente, ma non solo.

Il contributo del sociologo Adel Jabbar Immigrati trasformazione sociale e partecipazione pubblica sempre così profondo nei contenuti, mi riporta con la mente al grandioso romanzo di Alessandro Manzoni I Promessi Sposi nel suo capitolo ottavo, a quelle bellissime note poetiche dell’addio ai monti sorgenti dall’acque.

I fenomeni migratori attuali ci sono spesso descritti attraverso le sue dinamiche quantitative e con l’analisi delle cause che li determinano. Da parte dei paesi di approdo, si mette spesso in evidenza la necessità di questo fenomeno con l’antipaticissimo: si adattano ai lavori che gli autoctoni non vogliono più fare, facendoci ritornare con la mente ai periodi bui della tratta di manodopera.

di Francesco Gianola Bazzini

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L’ABBRACCIO

Mi è diventata un’abitudine camminare per tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, mi aiuta a distaccarmi, ad avere una pausa, uno spazio neutro solo mio che separa lo spazio lavorativo da quello famigliare. A volte rispondo a una telefonata, a volte butto un occhio alle vetrine dei negozi.

di Vojsava Tahiraj

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Immigrati, trasformazione sociale e partecipazione pubblica

-di Adel Jabbar. L’abbandono del luogo d’origine da parte dell’immigrato non è soltanto fisico, giacché egli è anche costretto ad allontanarsi dal suo vissuto quotidiano, e quindi a decodificare il bagaglio di conoscenze, pratiche e consuetudini interiorizzate e adatte a vivere nel proprio paese, per rimpiazzarle, il più velocemente possibile, con nuovi codici di riferimento funzionali all’inserimento nel paese di arrivo.

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L’Occidente alla prova della pandemia

Alla sua nascita, lo scorso 14 marzo, abbiamo scritto che Prospettiva avrebbe guardato dritto al vivente perché, quando è in discussione la sua sopravvivenza, non è il caso di stabilire gerarchie sul da farsi. Quell’obiettivo, che poteva sembrare generico, in presenza di Covid-19 assumeva connotati particolari che sono diventati ancora più evidenti ai nostri giorni.