Categoria: Angelus Novus

a cura di Alessandro Bosi, Marco Ingrosso, Sergio Manghi

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Casa della Comunità e costruzione della salute

“Salute bene comune, per un’autentica casa della salute”. Due realtà del terzo settore a vocazione pubblica (Fondazione Casa della Carità di Milano e Fondazione Santa Clelia Barbieri dell’Appennino Bolognese) lo hanno proposto raccogliendo il contributo di autorevoli voci di professionisti delle istituzioni sanitarie e sociali e dell’Università. di Franco Prandi

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Sperimentazione e autonomia per nuovi Servizi territoriali di comunità

Il Welfare di Comunità non è di per sé un fenomeno inedito: alcuni autori fanno risalire l’inizio di un modello collaborativo e partecipativo locale addirittura al periodo del Rinascimento Italiano. Oggi l’aspetto che potrebbe apparire come effettivamente innovativo potrebbe corrispondere alle applicazioni delle nuove tecnologie in ambito sanitario, come si è potuto intravedere durante la pandemia, ma le conseguenze sociologiche di tali applicazioni non sempre sono state favorevoli alle comunità e al rafforzamento delle loro relazioni interne. di Bruno Agnetti

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Salute: investire sui servizi territoriali nella fase post-Covid

Carissimi lettori, siete tutti invitati a partecipare al seguente incontr nel quale anche la nostra associazione sarà presente, rappresentata dal Prof. Marco Ingrosso. La domanda di un sistema sanitario sempre più efficiente è giustamente nei massimi desideri di noi Italiani, anche da prima di questa terribile stagione.

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Politiche ed interventi per promuovere la salute nelle comunità locali

Il promuovere la salute si articola in tre ambiti fra loro intrecciati: in primis l’ambito formativo, che non deve essere solo limitato alle fasi dello sviluppo (come è stato prevalentemente pensato finora) ma deve potersi estendere a tutte le età della vita (long life learning), in particolare quelle di apprendimento/cambiamento nelle fasi critiche e di passaggio del corso di vita. In secondo luogo, l’ambito comunicativo, inteso sia come comunicazione dialogica e multidimensionale (ossia relazionale) fra gli attori della salute, sia come comunicazione socio-ambientale, ossia informazione disponibile e ‘lanciata’ erga omnes attraverso i media. Il terzo ambito è quello delle politiche, degli interventi e delle risorse ambientali, in altre parole tutte le occasioni che permettono ad una popolazione residente su un determinato territorio di mantenere e sviluppare stili di vita sani, godere di una buona qualità della vita e poter usufruire di pratiche salutogenetiche in modo diffuso e agibile (ossia superando le diseguaglianze e le barriere di reddito, età, genere, cittadinanza, cultura, ecc.).
di Marco Ingrosso

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Prima la comunità: quale?

di Pietro Pellegrini- La pandemia ha evidenziato come sia necessario un sistema di welfare pubblico universale, solidale, sostenuto da un patto sociale condiviso e praticato. Il riferimento ai valori costituzionali appare evidente e naturale per chi ha vissuto la stagione dell’emancipazione e dei diritti, ma non è affatto tale per chi ha subito nella propria esperienza di vita, sulla propria pelle, il peso del neo liberismo prima temperato e poi sempre più vincente. Il richiamo alla Costituzione rischia di essere un insieme di parole retoriche, specie quando le persone sperimentano l’assenza del welfare e la delusione diviene disillusione e rabbia, ma non espressa nelle abituali forme di protesta.

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[Pillole di Civiltà]-Noi, gli esposti!

Immaginiamo ora un antefatto che avrebbe messo quel nostro antico progenitore nelle condizioni di impugnare e usare quell’osso.

Anch’egli, come la maggior parte degli animali, aveva sempre portato la bocca al cibo per sfamarsi. Ma un giorno, forse influenzato dalle scimmie, più probabilmente per un movimento che noi diremmo ‘riflesso’, afferrò il cibo con una mano e lo portò alla bocca. Da allora, mentre le scimmie non hanno avuto alcuna significativa evoluzione nel rapporto col cibo, per noi le cose sono andate diversamente.

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[Pillole di Civiltà] – Le scuole comunali di Parma

Parma sta vivendo da circa quindici anni un periodo di decadenza morale e materiale, ma è anche una città che sta reagendo a vari livelli. Non credo sia mai venuto meno l’alto livello intellettuale e artistico della città e per me questa è la risorsa più importante.

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[Pillole di Civiltà] – Abitare la città

di Roberto S. Tanzi Premessa: il paradosso degli spazi perduti   Le città, destinate a diventare infinitamente grandi, vivono l’aporia della perdita dei piccoli spazi, degli spazi chiusi. Caffè, bar, circoli ricreativi, quelli che,...