Taggato: educazione

0

Tempo della scuola, tempo della DaD

di Rosaria Poi – Tempo della DaD. La Pandemia Coronavirus ha posto il problema di come raggiungere tutti i bambini e i ragazzi della scuola italiana per mantenere il rapporto con la comunità classe e continuare il percorso formativo. Le Nuove Tecnologie hanno fornito un immediato supporto, anche se la loro diffusione in Italia mostra delle diversità. L’Emilia Romagna è la regione con le scuole più digitalizzate in Italia, ma anche qui la situazione è diversificata. La scuola è pronta per la DaD. Viene descritto l’esempio della DaD attuata nell’Istituto Comprensivo di Fontanellato e Fontevivo. Emergono dal quadro i punti di forza, ma anche le numerose criticità. Tempo della scuola. La ripresa della scuola a settembre prevede attività a distanza, ma esistono pareri discordanti. Il percorso di istruzione può essere fatto senza la scuola, ma la scuola è essenziale per l’aspetto sociale, affettivo-relazionale. L’esperienza DaD dovrà diventare parte del futuro della scuola.

0

Da studente a docente: una prospettiva sulla didattica a distanza

di Giuseppe Turchi – Era l’autunno del 2013 quando il dipartimento di Filosofia dell’Università di Parma introduceva per la prima volta le lezioni in modalità blended. Ricordo che, per realizzare ciò, il piccolo spazio dell’aula A2 era stato dotato di due webcam, una che puntava sul docente, l’altra sul pubblico, e di un microfono. Per gli studenti si aprivano così nuove opportunità di frequenza, dal partecipare da casa con la possibilità di intervenire in diretta al guardare le lezioni registrate in differita.

0

La distanza della didattica

di Alessandro Bosi – Si discute di Didattica a distanza, e la si critica perché verrebbe meno la socializzazione nella scuola. Ma non si diceva che la scuola è il luogo del bullismo e della violenza? Con questo articolo apriamo una riflessione sulla didattica in tempo di pandemia e sull’impatto delle nuove tecnologie, a cui seguiranno ulteriori approfondimenti.

0

Dialogando con Roberto Favilla

di Alessandro Bosi – Da quando abbiamo acquisito la consapevolezza, che non avevano i nostri più lontani genitori, della relazione tra sessualità e fecondazione, ci comportiamo, nell’attività sessuale, tenendone conto; indipendentemente dal fatto di sapere se spermatozoi e ovuli sono viventi. Le stesse questioni di bioetica, che subentrano nella eventualità di decidere per un’interruzione di gravidanza, non interferiscono con la vita sessuale ordinaria. Dovendo prendere una decisione a questo riguardo, le conoscenze analitiche sono soppesate insieme a numerosi altri fattori e, talvolta, con l’intervento di pareri formulati da soggetti diversi.