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Riconoscere l’altro, superando disuguaglianze e identitarismi

L’enciclica ‘Fratelli tutti’ – così come molti altri scritti e discorsi di Papa Francesco – contiene riferimenti espliciti e forti al tema dei migranti e dei rifugiati, offrendo chiavi di lettura molto politiche che possono interpellare e sfidare una gamma di interlocutori molto più ampia di quella dei cosiddetti ‘fedeli’.

di Chiara Marchetti

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Valentini a Parma, un nuovo inizio

di Alessandro Bosi – Nei cento anni dalla nascita, un libro ricorda Livio Orazio Valentini, scomparso nel 2008. Pittore, scultore e ceramista di Orvieto, nel 1971 inaugurò con una personale lo Studium Parmense (l’attuale Libreria Universitas) di vicolo Grossardi. Parma fu un nuovo inizio per la sua vita d’artista.

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RENZO PEZZANI E IL NATALE

Vi sono monumenti a sfidare secoli, ideologie, mode, monumenti di materiali più diversi e compositi e, tra questi materiali, la carta. Sono monumenti i libri:  rivoluzionari e conservatori ad un tempo

di Antonio Battei

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Trascendenza e frasororità

Verso la fine dell’Enciclica ‘Fratelli tutti’ Francesco sostiene che «senza un’apertura al Padre di tutti, non ci possano essere ragioni solide e stabili per l’appello alla fraternità» (n.272); e ancora, citando Giovanni Paolo II: «Se non esiste una verità trascendente, obbedendo alla quale l’uomo acquista la sua piena identità, allora non esiste alcun principio sicuro che garantisca giusti rapporti tra gli uomini (…). La radice del moderno totalitarismo, dunque, è da individuare nella negazione della trascendente dignità della persona umana, immagine visibile del Dio invisibile…»

di Carla Mantelli

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Si è fratelli e sorelle quando si condivide. La destinazione universale dei beni in Fratelli tutti

Mbobero è un villaggio a una decina di chilometri da Bukavu, nel Sud-Kivu, nell’est della Repubblica democratica del Congo. Il 30 gennaio 2016 sono entrate in azione le ruspe che hanno dato man forte ai poliziotti nel distruggere una cinquantina di case della gente e un ospedale

Di Teresina Caffi

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Oriente e Occidente- Immigrazioni Oriente e Occidente, ma non solo.

Il contributo del sociologo Adel Jabbar Immigrati trasformazione sociale e partecipazione pubblica sempre così profondo nei contenuti, mi riporta con la mente al grandioso romanzo di Alessandro Manzoni I Promessi Sposi nel suo capitolo ottavo, a quelle bellissime note poetiche dell’addio ai monti sorgenti dall’acque.

I fenomeni migratori attuali ci sono spesso descritti attraverso le sue dinamiche quantitative e con l’analisi delle cause che li determinano. Da parte dei paesi di approdo, si mette spesso in evidenza la necessità di questo fenomeno con l’antipaticissimo: si adattano ai lavori che gli autoctoni non vogliono più fare, facendoci ritornare con la mente ai periodi bui della tratta di manodopera.

di Francesco Gianola Bazzini