ATTRAVERSO E OLTRE ‘LA SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI’

di Cinzia Di Salvo

‘La Società degli Individui’ è un quadrimestrale di filosofia e teoria sociale diretto da Ferruccio Andolfi ed edito da Franco Angeli. Una rivista che propone contributi e dibattiti su temi e problemi della società. Un terreno di confronto e scambio d’idee.

È tutto questo, ma anche qualcosa in più. Rappresenta il punto di partenza di un articolato progetto che accompagna la dissertazione filosofica in un percorso che muove da studiosi del panorama nazionale e internazionale per rivolgersi anche alle popolazioni di anziani, ragazzi nelle scuole e, perché no, bambini.

A raccontarmi della rivista è Ferruccio Andolfi (già docente di Filosofia Morale presso l’Università di Parma, studioso dei rapporti tra Umanesimo, Socialismo e Individualismo) che ho incontrato nella redazione di Strada D’Azeglio presso il Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma.

Tutto nasce dalla contrapposizione tra individualismo solidale e individualismo concorrenziale. «L’idea, piuttosto diffusa, è che possa esserci un’armonizzazione tra la ricerca dell’autoaffermazione, un valore tipicamente moderno, e la solidarietà, che non sarebbero necessariamente antagoniste».

Proprio da questa riflessione e dalla volontà di esperirla nelle sue più svariate accezioni nasce nel 1998 la rivista che oggi è alla sua sessantottesima pubblicazione.

Molti hanno creduto in questa idea, primo fra tutti l’editore Franco Angeli che spinge i proponenti in un progetto più ambizioso rispetto a quello che si erano proposti. È così che un periodico locale, realizzato da studenti e studiosi con cui il direttore era entrato in contatto negli anni, viene così trasformato in una rivista con tre pubblicazioni annuali. Un progetto importante che suscita, confida Andolfi, qualche timore, soprattutto nei collaboratori più giovani.

L’idea della rivista riscuote immediato successo. L’editore è sostenuto da Fondazione Monte di Parma. L’Università di Parma, l’ambiente dove la rivista è nata, ospita da sempre la redazione, e, di recente, inserisce la rivista nella missione del Terzo settore. La rivista è altresì «luogo di reclutamento dei nostri collaboratori, che hanno un ruolo istituzionale nel comitato editoriale e nella redazione» spiega Andolfi.

Individuo, libertà, speranza, razzismo, religione, giustizia sono solo alcuni dei temi approfonditi dalla rivista; Saggi che promuovono il dibattito, testi inediti, suggestioni letterarie o poetiche e confronti vengono proposti ai lettori da autori di rilievo nazionale e internazionale.

Negli anni ‘La società degli individui’ ha ottenuto sempre maggiore successo. L’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) la riconosce come rivista di ‘classe A’ per il settore di filosofia politica giudicandola eccellente a livello internazionale per il rigore delle procedure di revisione degli articoli, per la diffusione, la stima e l’impatto nella comunità degli studiosi del settore.

La rivista è dunque un prodotto di grande valore sociale, oltre che scientifico.

Rappresenta inoltre il punto di partenza per lo sviluppo di progetti collaterali di altrettanto valore promossi attraverso l’attività dell’Associazione culturale per un individualismo sociale La Ginestra.

L’associazione fondata nel 1997 è nella città di Parma un centro di ricerca e documentazione su individualismo e comunità: «Il presupposto teorico che ha ispirato fin dal principio il nostro lavoro è stata l’idea che, di fronte al venir meno delle sicurezze fornite dalle comunità tradizionali e dalle società moderne, si possono concepire e realizzare forme di convivenza nelle quali le esigenze di autoaffermazione e riconoscimento degli individui possono essere in armonia con la coesione sociale e non confliggono con essa, come abitualmente si pensa»[1].

L’associazione è impegnata nella pubblicazione della Collana editoriale La Ginestra, edita da Diabasis, Parma, che raccoglie contributi di alcuni tra i più celebri autori, classici e contemporanei, tra cui Tolstoj, Emerson, Heller, Schleirmacher, Adorno, che sono rappresentativi della stessa tradizione dell’individualismo ‘solidale’ da cui la rivista ha preso le mosse. Altra pubblicazione promossa dall’associazione è la rivista telematica Quaderni della Ginestra diretta da Valeria Bizzarri, caratterizzata da un gruppo intergenerazionale di redattori che abbraccia laureandi, ricercatori e docenti universitari nella diversità delle loro esperienze per offrire nuovi e più agili modi di trasmissione delle riflessioni filosofiche.

La Ginestra, in collaborazione con col sostegno del Comune di Parma, promuove il corso di formazione filosofica Pensare la Vita nella quale, spiega Andolfi «si vorrebbe dare una finalizzazione esistenziale o di collegamento ai valori vitali di una disciplina che viene associata spesso all’idea di astrazione». I corsi, dai quali nasce l’omonima collana, attualmente trasmessi in streaming a causa della situazione emergenziale, sono abitualmente ospitati dal Cinema Astra e prevedono l’intervento di otto relatori ogni anno che veicolano i loro contributi con intenti divulgativi.

L’accessibilità degli interventi è uno dei caratteri centrali di questa iniziativa che si allontana dallo specialismo che la disciplina filosofica spesso richiede per avvicinarsi a un pubblico variegato, non necessariamente accademico. «Ricordo situazioni in cui c’erano in prima fila il decano di economia e la mia fornaia -ricorda Andolfi -. Tra il pubblico c’erano delle persone che non avevano mai studiato filosofia, che avevano seguito studi tecnici ed erano restate con la nostalgia di quella disciplina che magari avevano desiderato, ma non avevano potuto studiare».

Sono molti gli obiettivi raggiunti nel corso degli anni. Altri sono quelli ai quali si lavora. Tra questi, il corso di Pensare la Vita per il prossimo anno e il progetto di portare la filosofia ai bambini.

Ogni progetto e iniziativa qui presentati nascono e si evolvono da e attraverso la problematica del rapporto tra l’individuo e la società, nella convinzione che l’individuo possa e sappia essere solidale.

La situazione pandemica attuale rende l’individuo e la sua capacità di essere socialmente responsabile una colonna portante di un sistema al tracollo. Un sistema certo economico, ovviamente commerciale, ma soprattutto un sistema fatto di persone, di individui interdipendenti. Oggi più che mai si rende necessario che l’individuo sia solidale, che si trasformi in una migliore versione di se stesso.

‘Possiamo sperare che accada?’ chiedo in chiusura al professor Andolfi: «Io sono piuttosto scettico sul fatto che si producano delle innovazioni radicali, sebbene ce ne sia l’esigenza. Dovrebbe esserci una riflessione profonda sul proprio interesse che porti a considerare quest’ultimo collegato a quello della collettività. Credo che questa nostra parola d’ordine di fondo (individualismo solidale) avrebbe ragion d’essere ancora di più in questo frangente. Che poi tutto questo avvenga non si sa. Voglio essere ottimista, voglio sperare. Però da qui a dire che questo sarà l’atteggiamento prevalente delle persone… speriamo».

Speriamo.

[1] laginestra.com

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