Stanze del Silenzio e/o dei Culti

Di Alessandro Bonardi – Il lavoro del ‘Gruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e/o dei Culti’ patrocinato da Socrem Torino, Fondazione Benvenuti in Italia e Fondazione Fabretti di Torino, con adesione di Arciatea Mi, Forum Interreligioso di Parma, Tavolo Interreligioso di Roma, Fondazione Maitreya e altre organizzazioni  si è sempre ispirato al tentativo di coinvolgere e rendere operative le competenze e le visioni delle molteplici discipline interessate alla ‘Stanza’: medicina, psichiatria e psicologia, antropologia e sociologia dell’immigrazione, architettura e diritto e altre ancora. Prima di dare una definizione di ‘Stanza del Silenzio e/o dei Culti’ possiamo affermare che lo stesso Comitato di Volontariato (il Gruppo Nazionale) può essere visto come una stanza virtuale, un dispositivo nel senso sociologico del termine, un insieme di relazioni che riunisce tutti questi professionisti ed accademici in modo interdisciplinare e multiprofessionale;il Gruppo Nazionale dunque «ragiona intorno al processo migratorio e al dialogo interreligioso di questi ultimi decenni che comporta nuove sfide per le istituzioni e intorno agli spazi pubblici che necessitano di essere ripensati per favorire una cittadinanza sempre più diversificata e, purtroppo, spesso frammentata.»

Il dispositivo “Stanza del Silenzio o dei Culti”

Che molteplici competenze e conoscenze possano essere attratte o debbano necessariamente essere coinvolte nella realizzazione pratica della stanza si evince dalla sua sommaria descrizione: il modello di base consiste, in sostanza, nella creazione di uno spazio neutro destinato a tutte le diversità per pregare, elaborare sofferenza, dolore o lutto, pensare,raccogliersi, rigenerarsi o per partecipare a incontri e seminari, con una attenzione alla dimensione psicologica, culturale, spirituale e religiosa. La maggioranza dei progetti in Italia sono stati realizzati per l’utenza ospedaliera: un servizio di assistenza religiosa o morale da parte di un rappresentante della propria fede o delle proprie convinzioni filosofiche, il servizio è rivolto anche ai familiari dei pazienti e agli operatori sanitari.

Nelle realizzazioni migliori all’interno del SSN italiano -ormai più di 30, per lo più a cura di nostri soci- si sono realizzati spazi ad hoc anche presso le camere mortuarie per garantire un corretto trattamento della salma e procedure particolari richieste dalle Comunità Religiose o Spirituali; vi è poi la possibilità di contattare i referenti religiosi per informazioni su usi e costumi o il servizio di Mediazione Linguistico Culturale: implicazioni sanitarie ed assistenziali del dispositivo.

Non c’è spazio in questo breve articolo per affrontare il tema delle ‘Stanze del Silenzio e dei Culti’ nelle carceri che renderebbero possibile l’assistenza religiosa ai detenuti di fede diversa da quella cattolica, non solo assicurando il diritto al culto negli istituti, ma probabilmente concorrendo a cogliere l’altro obiettivo di ridurre la tensione all’interno dell’istituto attraverso l’implementazione di uno Spazio di Silenzio/interconfessionale neutro dove i detenuti possano pregare/meditare (anche qui implicazioni sanitarie assistenziali). Le Stanze del silenzio e/o dei Culti si potrebbero poi implementare nelle Università, nei quartieri delle città, nelle stazioni o negli aeroporti oltreché negli ospedali:per verificare l’enorme diffusione in Europa (in particolare in Gran Bretagna, Francia e Germania) e negli Stati Unitisi invita il lettore a consultare i links indicati in nota. 1

Modelli applicativi di riferimento

Abbiamo definito la Stanza del Silenzio o dei Culti un dispositivo nel senso descritto dal filosofo Michel Foucault e senza entrare nel dettaglio della complessa definizione precisiamo qui che, per evitare, dal punto di vista applicativo, approcci ‘top down’ da parte delle direzioni ospedaliere nelle variegate e peculiari realizzazioni locali è sempre stata utilizzata,la metodologia del coinvolgimento massimo possibile delle Comunità Religiose e Filosofiche locali assieme alle Istituzioni. Lo stesso procedimento di coinvolgimento attivo 2 delle Comunità – ‘bottom up’ – è stato condotto dallo scrivente in collaborazione con il Forum Interreligioso di Parma nel tentativo di creare Stanze del Silenzio anche a Parma nei vari ambiti possibili: Università, Ospedale Maggiore e carcere: le Comunità del territorio sono state regolarmente interpellate e la rete creata ha permesso una collaborazione tra tutti gli attori realmente condivisa.

Altro modello di riferimento è l’approccio interculturale di Carlos Giménez Romero 3, che contiene già soluzioni applicative quando prevede la partecipazione attiva delle Comunità e degli agenti interni delle stesse (qui le Comunità Religiose e Spirituali dei territori e i Ministri di Culto o i referenti delle Comunità Laiche) per creare reti concrete con le istituzioni che superino i modelli, perlopiù descrittivi, del multiculturalismo; il metodo adottato coinvolgendo i leader comunitari e rivolgendo in seguito i dispositivi in favore del singolo individuo è tutt’altro che ‘neocomunitarismo’, bensì riconoscimento di diritti individuali fino a quel momento negati. il caso della Stanza del Silenzio è eloquente: laddove, nelle Ausl o Aou italiane, sono stati firmati Protocolli di assistenza religiosa pluralista, confessionale e aconfessionale dai leader Comunitari, nella pratica concreta è stato assicurato al singolo individuo il diritto all’assistenza spirituale, già riconosciuto da articoli della Costituzione e dalla legge di riforma del SSN del 1978, mai attuato prima.

Altra stella polare è, dunque, anche tutto l’apparato normativo – senza pretesa di voler essere esaustivi – che in sostanza ‘prevede’ la ‘Stanza’: Norme Costituzionali ( artt. 2, 3, 8, 19 e 21 della Costituzione italiana, che assicurano la libertà delle organizzazioni religiose, della manifestazione della propria libertà religiosa e più in generale di pensiero ), l’art. 38 della già citata legge di riforma del SSN, legge 23 dicembre 1978, n. 833, che prevede che «presso le strutture di ricovero del servizio sanitario nazionale è assicurata l’assistenza religiosa nel rispetto della volontà e della libertà di coscienza del cittadino e che a tal fine l’unità sanitaria locale provvede […] e per gli altri culti d’intesa con le rispettive autorità religiose competenti per territorio», l’art. 52 c. 2 del Trattato Costituzionale Europeo che equipara lo status delle associazioni filosofiche non confessionali a quello delle confessioni religiose e che in base agli artt. 3 (Principio di Uguaglianza) e 19 (Libertà religiosa ) della Costituzione Italiana e agli artt.21 e 22 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, il contenuto di tutti gli articoli citati è applicabile anche alle persone non credenti.

Progetti ‘Fuori Stanza’ durante la pandemia Covid 19

A partire dai primi di Aprile 2020 per fornire un contributo durante il terribile passaggio della pandemia Covid 19 il Gruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e/o dei Culti ha sostenuto, promosso o collaborato operativamente a questi Progetti ‘Fuori Stanza’ mirati, anche da fuori degli ospedali, ad alleviare sofferenze e difficoltà e assicurare la libertà di culto e di pensiero in tempo di Covid19, a fornire assistenza Religiosa e Spirituale ai ricoverati, ai famigliari dei ricoverati e ai famigliari dei deceduti perché possano avere un orientamento, per organizzare una degna sepoltura con un minimo di rito, anche per malati non Covid, per fornire il contatto con il proprio Ministro di culto o referente di associazione, per un momento di conforto, per quarantena o solitudine.

Si è realizzato a Parma il Progetto Conforto per l’emergenza Il Progetto si ispira e mutua le azioni e gli obiettivi del Progetto Oltre a cura di Fondazione Fabretti e Fondazione Benvenuti in Italia di Torino (fondatrici del Gruppo Nazionale) ed è stato realizzato da Associazione Scanderbeg e Associazione donne di Qua e di Là di Parma. con il supporto e la collaborazione del Gruppo Nazionale, di Forum Interreligioso Parma.

All’interno di “Aiutarci Milano” a cura di Arci e Milano Aiuta (Comune Mi) con il coordinamento di Giancarlo Straini (di Arciatea e in CD Gruppo), il Progetto “Confortarci Milano”con 18 Comunità Religiose e Spirituali sottoscrittrici che offrono la disponibilità per l’assistenza Morale e Religiosa. Si possono visitare i siti dei promotori per trovare i servizi offerti dalle varie associazioni religiose e laiche.

Torino: a Torino è rimasto sempre attivo il Progetto Oltre in modalità adattate al momento di emergenza sanitaria. 4

Conclusioni

I Progetti ‘Fuori Stanza’ hanno permesso di tarare in modo nuovo, in una situazione drammatica per tutti noi, il metodo partecipato, approccio che ogni volta deve adattarsi alle realtà locali ove viene applicato e non sa mai dove va parare, ma consapevole di poter realizzare una nuova esperienza. Anche qui si può ritenere che l’obiettivo di aumentare l’empowerment delle Comunità Religiose e Filosofiche coinvolte sia stato colto:in questo senso le testimonianze e i pareri degli agenti interni delle Comunità partecipanti, la enorme partecipazione di volontari, l’idea di avere abbozzato lo sviluppo di una rete reale tra Istituzione e Comunità coinvolte, il sentimento di avere fornito un servizio utile per gli ospedali coinvolti di Parma, Milano e Torino, di avere svolto un passaggio utile alla promozione del Progetto in altri ambiti del SSN o delle città.

D’altra parte la metodologia adottata,lungi dall’essere scientifica, non può che accontentarsi di accumulare “buone pratiche” operate sul campo, nella direzione della costruzione di una interculturalità che cerca di far dialogare le persone, che non ignora le difficoltà e i potenziali conflitti – non è ingenuamente “buonista” – ma cerca di incanalarli in una soluzione, sicuramente più difficile, laboriosa ed incerta, ma meno pericolosa della semplificazione violenta e superficiale che, talora, caratterizza questo momento storico.

Alessandro Bonardi – coordinatore “Gruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e/o dei Culti”, formatore Rer.

Notes:

  1. Crompton A,The architecture of multifaith spaces: God leaves the building, apparso sulla rivista The Journal of Architecture del 23 Luglio 2013: https://livrepository.liverpool.ac.uk/2015699/1/God%20leaves%20the%20building.pdf Si può consultare anche il sito inglese legato alla facoltà di Architettura dell’Università di Manchester: https://cargocollective.com/wwwmulti-faith-spacesorg
  2. Ciancio B., Sviluppare la competenza interculturale, il valore della diversità nell’Italia multietnica. Un modellooperativo, Franco Angeli, Milano, 2014.
  3. Gimenez Romero C: Pluralismo, Multiculturalismo E Interculturalidad articolo apparso nella rivista Educación y futuro: revista de investigación aplicada y experiencias educativas n. 8 del 2003.
  4. Trovate i Progetti al link: https://www.stanzadelsilenzio.it/tag/fuori-stanza/

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