Categoria: Prospettiva

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Cura, prossimità e distanze

di Maria Inglese – La pandemia da coronavirus ha rappresentato un evento-spartiacque in vari ambiti del vivere comune: ha portato lutti, malattie e ferite in diversi nuclei familiari, ha investito il sistema di assistenza sanitaria del nostro territorio impattando soprattutto sui presidi ospedalieri, ma anche sui sistemi di cura e di assistenza territoriali, ha condizionato la tenuta dei legami sociali, il sistema produttivo, l’educazione, la cultura. Si potrebbe usare, a questo riguardo, l’espressione di ‘cambiamento drammatico del Sé’ (Ceretti e Natali), una definizione usata in ambito psicologico per descrivere dei cambiamenti improvvisi e profondi della struttura dell’individuo (quali, ad esempio, una esperienza di violenza o un trauma psicologico); applicato al contesto comunitario e sociale si manifesta con un impatto emotivo violento su famiglie, sui gruppi di lavoro, imprese, aziende, scuole. La comunità è stata ferita e, passata la fase dell’emergenza, diventa necessario occuparsi del ‘dopo’, del ritorno ad una dimensione routinaria, normale. Sapendo che esiste un ‘prima ed un dopo’, che la vita di prima non ritornerà, che la tenuta dei legami e dei patti sociali sono destinati a modificarsi per quanto successo. Nei giorni che sono seguiti all’emergenza si fa più urgente individuare quel ‘dopo nell’ora’.

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La salute (mentale) non basta

di Fabio Vanni – Lo star bene delle persone parte da una propria ‘cura di sé’ che avviene attraverso vari tipi di pratiche che spesso includono altri ‘prossimali’ come familiari, amici, colleghi di lavoro, etc.. Quando questa auto-eco-regolazione non è sufficiente, la domanda di cura si allarga in vario modo e può coinvolgere l’aiuto professionale, quel dispositivo che i sistemi di welfare hanno messo a disposizione dei cittadini per rispondere a questo e ad altri tipi di bisogni che travalicano le possibilità autonome di risposta.

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Prospettiva – Numero 2

Pubblichiamo il Numero 2 di PROSPETTIVA, contenente gli articoli pubblicati a Maggio 2020. Articoli di Samuele Trasforini, Giancarlo Izzi, Francesco Gianola Bazzini, Luciano Mazzoni Benoni, Alessandro Bosi, Piergiorgio Gallicani, Fabio Vanni, Roberto Favilla e Antonio Battei.

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Dialogando con Roberto Favilla

di Alessandro Bosi – Da quando abbiamo acquisito la consapevolezza, che non avevano i nostri più lontani genitori, della relazione tra sessualità e fecondazione, ci comportiamo, nell’attività sessuale, tenendone conto; indipendentemente dal fatto di sapere se spermatozoi e ovuli sono viventi. Le stesse questioni di bioetica, che subentrano nella eventualità di decidere per un’interruzione di gravidanza, non interferiscono con la vita sessuale ordinaria. Dovendo prendere una decisione a questo riguardo, le conoscenze analitiche sono soppesate insieme a numerosi altri fattori e, talvolta, con l’intervento di pareri formulati da soggetti diversi.

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Alcune riflessioni sull’articolo “Città e civiltà” di Alessandro Bosi

di Roberto Favilla – Caro Sandro, essendo rimasto bloccato a lungo in Sardegna a causa del coronavirus e non disponendo di un portatile, non ho avuto né la comodità né diciamo pure la serenità di rispondere prontamente al tuo articolo “Città e civiltà“ uscito sul numero 1 di Prospettiva, pertanto mi scuso se colgo solo ora l’occasione per farlo, essendo finalmente riuscito a tornare a casa. Premetto che non avendo particolari competenze sul tuo argomento preferito, la Città, temo che le mie osservazioni potrebbero risultare un po’ banali. Ciononostante, pur consapevole del rischio, ne ho chiesto la pubblicazione perché, avendo partecipato ad alcune riunioni dei gruppi Clima e Salute di AN2020, ritengo che possano stimolare ulteriori approfondimenti sugli argomenti da te trattati.

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L’Ospedale dei Bambini di Parma: un ambiente centrato sulle relazioni

di Giancarlo Izzi – La cronaca sta riportando in grande evidenza il valore della Medicina e dei suoi operatori, dando rilievo alla relazione tra operatori e malati. Grandi emozioni sono richiamate sulla stampa da chi è guarito e da chi ha accompagnato il percorso faticoso dei morenti. Da qui, questo mio breve scritto che ricostruisce alcuni tratti del percorso di realizzazione dell’Ospedale di Bambini di Parma, avvenuta fra il 2006 e il 2013.

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La Ballata di un Asintomatico di Gigio Brunello

di Piergiorgio Gallicani – Una ‘dolente geremiade’ in rima: quinari e novenari si alternano nel ritmo, a comporre un ‘rap della reclusione’ da Covid 19. Un quadro vivo dei nostri quotidiani tentativi di rinsaldare – nel tempo imposto della ‘distanza sociale’- i rapporti familiari, amicali, professionali, di vivificarli inventandoci linguaggi nuovi.

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Cittadini e vigili

di Alessandro Bosi – Responsabilità, scrive Samuele Trasforini nell’editoriale di Prospettiva di questo mese e conviene chiedersi se, sulla strada, la responsabilità sia sempre dei vigili e soltanto dei vigili.