Categoria: Fratelli tutti

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Custodi del proprio fratello/sorella

Papa Francesco racconta la parabola del buon samaritano: «C’era un uomo ferito, a terra lungo la strada, che era stato assalito. Passarono diverse persone accanto a lui ma se ne andarono, non si fermarono. Erano persone con funzioni importanti nella società, che non avevano nel cuore l’amore per il bene comune. Non sono state capaci di perdere alcuni minuti per assistere il ferito o almeno per cercare aiuto. Uno si è fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si è occupato di lui. Soprattutto gli ha dato una cosa su cui in questo mondo frettoloso lesiniamo tanto: gli ha dato il proprio tempo. Sicuramente egli aveva i suoi programmi per usare quella giornata secondo i suoi bisogni, impegni o desideri. Ma è stato capace di mettere tutto da parte davanti a quel ferito, e senza conoscerlo lo ha considerato degno di ricevere il dono del suo tempo» (FT, 63). «Dov’è Abele, tuo fratello?» (Gen 4,9). La risposta è la stessa che spesso diamo noi: «Sono forse io il custode di mio fratello?» (ibid.). «Con la sua domanda, Dio mette in discussione ogni tipo di determinismo o fatalismo che pretenda di giustificare l’indifferenza come unica risposta possibile. Ci abilita, al contrario, a creare una cultura diversa, che ci orienti a superare le inimicizie e a prenderci cura gli uni degli altri» (ibid, 57). Come diventare custodi dei nostri fratelli? È la domanda che ci scava dentro, se vogliamo essere pienamente umani, e quindi divini.

di Umberto Cocconi

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Riconoscere l’altro, superando disuguaglianze e identitarismi

L’enciclica ‘Fratelli tutti’ – così come molti altri scritti e discorsi di Papa Francesco – contiene riferimenti espliciti e forti al tema dei migranti e dei rifugiati, offrendo chiavi di lettura molto politiche che possono interpellare e sfidare una gamma di interlocutori molto più ampia di quella dei cosiddetti ‘fedeli’.

di Chiara Marchetti

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Trascendenza e frasororità

Verso la fine dell’Enciclica ‘Fratelli tutti’ Francesco sostiene che «senza un’apertura al Padre di tutti, non ci possano essere ragioni solide e stabili per l’appello alla fraternità» (n.272); e ancora, citando Giovanni Paolo II: «Se non esiste una verità trascendente, obbedendo alla quale l’uomo acquista la sua piena identità, allora non esiste alcun principio sicuro che garantisca giusti rapporti tra gli uomini (…). La radice del moderno totalitarismo, dunque, è da individuare nella negazione della trascendente dignità della persona umana, immagine visibile del Dio invisibile…»

di Carla Mantelli

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Si è fratelli e sorelle quando si condivide. La destinazione universale dei beni in Fratelli tutti

Mbobero è un villaggio a una decina di chilometri da Bukavu, nel Sud-Kivu, nell’est della Repubblica democratica del Congo. Il 30 gennaio 2016 sono entrate in azione le ruspe che hanno dato man forte ai poliziotti nel distruggere una cinquantina di case della gente e un ospedale

Di Teresina Caffi

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La Quercia di Francesco- Dialogo sulla lettera ‘Fratelli Tutti’

-di Pietro Pellegrini. Tante sono le possibili chiavi di lettura di ‘Fratelli Tutti. Lettera Enciclica sulla Fraternità e Amicizia Sociale’ di Papa Francesco. Un testo piacevole che rincuora e pone con apparente semplicità concetti che hanno solide e profonde basi filosofiche, sociologiche, psicologiche, religiose e forti implicazioni per il futuro. Ne cito solo alcuni: l’accoglienza dell’Altro, non solo come fratello ma come parte di Sé; il prendersi cura della persona e del pianeta, di cui l’uomo è temporaneamente custode e non proprietario; i richiami ai diritti fondamentali di ogni persona fondati sul suo essere tale e poi i diritti sociali al lavoro, alla giustizia e alla verità. Fa riflettere come tale messaggio venga da un Papa che si esprime anche in campo politico con una critica del sovranismo, del rischio di razzismo e dei limiti del liberalismo di cui coglie il prezzo sociale pesante che si sostanzia nelle povertà, nell’esclusione degli ultimi e le ‘vite di scarto’.