Autore: Admin

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Riforma del lavoro medico territoriale e nuovi assetti gestionali

di Bruno Agnetti – Sarebbe interessante studiare, tra i tanti dati illeggibili di questa pandemia Covid, l’operatività di quei Medici di Medicina Generale (mmg) che sono riusciti a fare diagnosi (o almeno ipotesi diagnostiche precocissime) e a mantenere al domicilio i propri assistiti seguendoli con contatti ripetuti nella giornata portandoli così alla “guarigione”. Poi, ma dopo, sono arrivate le circolari e le linee guida ufficiali, modificate di settimana in settimana, a complicare ulteriormente ciò che già era difficile. Finché è stato possibile si è assistito ad una piccola innovazione “autonoma” del lavoro medico creata cosi, su due piedi, dai mmg a partire dai primissimi momenti.

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Statue, libri e Padre Lino

REDAZIONALE di Antonio Battei – Da molte parti si levano voci sdegnose a stigmatizzare i dimostranti (forse meglio dire vandali) che, in America (ora anche da noi nel caso singolo di Montanelli), danneggiano statue.

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Tempo della scuola, tempo della DaD

di Rosaria Poi – Tempo della DaD. La Pandemia Coronavirus ha posto il problema di come raggiungere tutti i bambini e i ragazzi della scuola italiana per mantenere il rapporto con la comunità classe e continuare il percorso formativo. Le Nuove Tecnologie hanno fornito un immediato supporto, anche se la loro diffusione in Italia mostra delle diversità. L’Emilia Romagna è la regione con le scuole più digitalizzate in Italia, ma anche qui la situazione è diversificata. La scuola è pronta per la DaD. Viene descritto l’esempio della DaD attuata nell’Istituto Comprensivo di Fontanellato e Fontevivo. Emergono dal quadro i punti di forza, ma anche le numerose criticità. Tempo della scuola. La ripresa della scuola a settembre prevede attività a distanza, ma esistono pareri discordanti. Il percorso di istruzione può essere fatto senza la scuola, ma la scuola è essenziale per l’aspetto sociale, affettivo-relazionale. L’esperienza DaD dovrà diventare parte del futuro della scuola.

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[Pillole di Civiltà] Dialogo e Interazione. Dal passato al presente

di Francesca Ferrari e Francesco Gianola Bazzini – Non è più pensabile una società chiusa in se stessa, autoreferenziale, ne è possibile immaginare di essere travolti da ciò che accade in modo passivo. In un mondo sempre più veloce e sempre più rapido nei mutamenti, lo sforzo del dialogo e della comprensione rimane l’esempio, il faro per tutti noi. Si tratta di “pensare futuro” se non per noi per chi verrà dopo di noi. Sicuramente il confronto tra comunità e culture diverse è uno dei mattoni, non il solo, per costruire una nuova civiltà, figlia del contributo di tutti

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La distanza della didattica

di Alessandro Bosi – Si discute di Didattica a distanza, e la si critica perché verrebbe meno la socializzazione nella scuola. Ma non si diceva che la scuola è il luogo del bullismo e della violenza? Con questo articolo apriamo una riflessione sulla didattica in tempo di pandemia e sull’impatto delle nuove tecnologie, a cui seguiranno ulteriori approfondimenti.

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Pillole di Civiltà-[Redazionale] Premessa al gruppo Civiltà

Il progetto Angelus Novus 2020, ricerca sull’abitare la città, si articola in tre sezioni: Clima, Salute, Civiltà. Nel ciclo di Conversazioni realizzato a Villa Ester dal 21 gennaio 2020, abbiamo presentato i lavori dei gruppi Clima e Salute. L’interruzione del ciclo, a seguito dell’emergenza sanitaria, ha impedito di presentare il gruppo Civiltà, coordinato da Alessandro Bosi. Lo farà Prospettiva in questo mese.

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Cura, prossimità e distanze

di Maria Inglese – La pandemia da coronavirus ha rappresentato un evento-spartiacque in vari ambiti del vivere comune: ha portato lutti, malattie e ferite in diversi nuclei familiari, ha investito il sistema di assistenza sanitaria del nostro territorio impattando soprattutto sui presidi ospedalieri, ma anche sui sistemi di cura e di assistenza territoriali, ha condizionato la tenuta dei legami sociali, il sistema produttivo, l’educazione, la cultura. Si potrebbe usare, a questo riguardo, l’espressione di ‘cambiamento drammatico del Sé’ (Ceretti e Natali), una definizione usata in ambito psicologico per descrivere dei cambiamenti improvvisi e profondi della struttura dell’individuo (quali, ad esempio, una esperienza di violenza o un trauma psicologico); applicato al contesto comunitario e sociale si manifesta con un impatto emotivo violento su famiglie, sui gruppi di lavoro, imprese, aziende, scuole. La comunità è stata ferita e, passata la fase dell’emergenza, diventa necessario occuparsi del ‘dopo’, del ritorno ad una dimensione routinaria, normale. Sapendo che esiste un ‘prima ed un dopo’, che la vita di prima non ritornerà, che la tenuta dei legami e dei patti sociali sono destinati a modificarsi per quanto successo. Nei giorni che sono seguiti all’emergenza si fa più urgente individuare quel ‘dopo nell’ora’.

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La salute (mentale) non basta

di Fabio Vanni – Lo star bene delle persone parte da una propria ‘cura di sé’ che avviene attraverso vari tipi di pratiche che spesso includono altri ‘prossimali’ come familiari, amici, colleghi di lavoro, etc.. Quando questa auto-eco-regolazione non è sufficiente, la domanda di cura si allarga in vario modo e può coinvolgere l’aiuto professionale, quel dispositivo che i sistemi di welfare hanno messo a disposizione dei cittadini per rispondere a questo e ad altri tipi di bisogni che travalicano le possibilità autonome di risposta.

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Essere coro

di Piergiorgio Gallicani – Questo 2020 vedrà la X edizione della Festa della Repubblica organizzata in piazza per il 2 Giugno dal Coro parmigiano dei Malfattori, con i suoi ospiti ‘foresti’. Ma dopo la dislocazione decisa nell’ultima edizione, dall’usuale Piazzale Borri a Piazza Picelli nell’oltretorrente, quest’anno occorrerà di nuovo trasferirsi … su una piazza virtuale. Ci mancheranno un po’ gli abbracci; di certo, non i sorrisi, le chiacchiere – e soprattutto i canti. Anche per malvasia e lambrusco – ciascuno potrà liberamente organizzarsi in casa propria! Negli ultimi anni ho sempre risposto con gioia all’invito a partecipare alla festa, in qualità di attore; non mancherò di farlo anche quest’anno.