SENZA CONFINI. Come ridisegnare le cure per l’infanzia e l’adolescenza

di Alessandro Volta

Un documento collettivo dal titolo ‘Senza Confini: come ridisegnare le cure per l’infanzia e l’adolescenza, integrando i servizi, promuovendo l’equità, diffondendo le eccellenze’ è stato redatto da un gruppo nazionale multidisciplinare coordinato dal Centro per la Salute del Bambino e dalla Associazione Culturale Pediatri, due associazioni che da tempo lavorano per migliorare la condizione e i diritti dell’infanzia. L’obiettivo è quello di stimolare una riforma delle cure per il bambino e l’adolescente, proponendo di implementare e rendere diffuse le buone pratiche già attive sul territorio.

L’ottica alla base della proposta è multidisciplinare e prevede di integrare tra loro i servizi sanitari, educativi e sociali. Come si legge nell’introduzione: «Tali sistemi [integrati] sono chiamati alla co-costruzione della salute individuale e collettiva come patrimonio comune, con un approccio comunitario e life-course».

Il documento è stato pubblicato a settembre ed è scaricabile al link: https://acp.it/it/2020/09/senza-confini-come-ridisegnare-le-cure-allinfanzia-e-alladolescenza-integrando-i-servizi-promuovendo-lequita-diffondendo-le-eccellenze.html.

Dato l’interesse del documento e il proposito di contribuire a ridisegnare il sistema delle cure per l’infanzia in Italia in una prospettiva di medio e lungo termine, ne riportiamo una sintesi:

«‘Senza confini’ si fonda sull’evidenza che investire nell’età evolutiva produce importanti ricadute su salute, educazione, equità, coesione sociale e sostenibilità ambientale sia a breve che a lungo termine. Un tale investimento costituisce oggi una necessità improrogabile, in particolare in un paese in crisi demografica come l’Italia.

Il documento riconosce l’interdipendenza tra le componenti di salute, educazione e di protezione sociale e a tal fine ridisegna i servizi per la tutela e la promozione della salute nell’ambito di una visione unitaria delle politiche per la maternità, la paternità, l’infanzia e l’adolescenza che superi i confini e le frammentazioni attuali e adotti, nella cornice di un Piano Nazionale per l’età evolutiva, meccanismi di forte integrazione tra servizi sanitari, educativi, sociali e culturali a livello territoriale.

Nell’ambito del sistema sanitario, il documento propone la Casa della Salute come modello fondamentale di erogazione delle cure primarie, a cui ancorare le funzioni di prevenzione e cura dal periodo preconcezionale all’adolescenza. Tra questi, assumono rilevanza strategica i consultori familiari – da rafforzare e distribuire equamente su tutto il territorio nazionale – e la pediatria di famiglia, imperniata sulla pediatria di gruppo come soluzione da portare a sistema ovunque sia praticabile. Va in questo quadro rafforzata la componente preventiva e di prossimità dei servizi, da realizzarsi presso i servizi educativi e in generale nelle comunità, puntando soprattutto su professionalità infermieristiche.

Il documento propone inoltre, in armonia con indicazioni già esistenti, di rivedere la rete dei punti nascita e delle pediatrie ospedaliere in base a criteri di sicurezza e appropriatezza delle cure, adottando sistemi regionali di riferimento per le gravidanze e i parti a rischio, le cure intensive al neonato e le cure specialistiche al bambino e all’adolescente, con minimizzazione del periodo di ricovero in ospedale e una collaborazione stretta con i servizi territoriali per assicurare continuità e supporto olistico ai bambini e alle loro famiglie. È inoltre urgente un rafforzamento e una equa distribuzione territoriale dei servizi di neuropsichiatria e di riabilitazione, delle cure specialistiche e riabilitative per patologie croniche e disabilità, incluse le cure palliative.

I percorsi formativi curricolari, così come quelli di aggiornamento in servizio, per tutte le figure professionali impegnati nelle cure all’infanzia vanno rivisti alla luce delle problematiche emergenti. La pianificazione delle risorse umane deve tener conto sia di una corrispondenza con le esigenze poste dal turn-over che di un riequilibrio tra professioni mediche e infermieristiche.

La partecipazione informata e consapevole dei giovani e delle famiglie rappresenta una necessità per costruire relazioni di fiducia e collaborazione tra servizi e popolazione e va considerata un obiettivo da perseguire per tutti i servizi.

Per quanto riguarda le politiche da attuare in settori diversi da quello sanitario, in un’ottica multisettoriale, il documento ritiene fondamentale garantire alle famiglie con figli un sostegno adeguato al reddito, un accesso ai servizi educativi precoci, un sistema flessibile di congedi parentali, e interventi a supporto delle competenze genitoriali e delle buone pratiche atte a sostenere la salute, lo sviluppo e la relazione. A questo fine, accordi e patti territoriali da realizzarsi in Comuni e loro consorzi, o ambiti socio-sanitari, devono favorire la coprogettazione dei servizi tra i diversi attori del sistema pubblico, privato e del terzo settore, facendo sì che i servizi per la salute riproduttiva, per il percorso nascita, per le cure primarie e specialistiche, siano capaci di operare in continuità e in sinergia con i servizi educativi e sociali per l’infanzia e l’adolescenza e in una cornice di interventi a supporto delle famiglie.

In generale, è necessaria una redistribuzione di risorse finalizzata a correggere il forte squilibrio oggi esistente a sfavore dell’infanzia e adolescenza in tutti i settori dell’agire pubblico, a ridurre fino ad eliminare le pesanti diseguaglianze presenti nell’offerta di servizi sul territorio nazionale, e a diffondere le numerose eccellenze esistenti in tutte le aree delle cure per la salute, l’educazione e la protezione dell’infanzia.

Il documento, nel contesto di un’attenzione alla sostenibilità e costo-efficacia degli interventi, propone alcune considerazioni iniziali sulla entità dell’impegno economico necessario e un percorso di implementazione che preveda una valutazione di costi-efficacia sia per singole componenti che per aree territoriali.

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