Angelus Novus 2020 Cinque conversazioni su ANGELUS NOVUS 2020

 

Paul Klee, Angelus Novus-1920

L’idea

Nel 2020 compirà cent’anni il celebre Angelus Novus di Paul Klee, che in seguito Walter Banjamin, mentre il demone nazista trionfava scatenando la seconda guerra mondiale, avrebbe chiosato con parole cariche di forza profetica:

«Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.»

È ancora in grado, oggi, quell’icona straordinaria, di interrogare il nostro far città e civiltà? Mentre la benjaminiana tempesta che spira dal futuro non sembra essere più promessa di paradiso, ancorché dolorosamente inceppata, ma – come scrive Zygmunt Bauman – annuncio di un inferno «immaginato, previsto e temuto prima ancora che accada»? Cosa ne è del nostro fare città e civiltà quando la tentazione della retrotopia sembra sopravanzare l’aspirazione all’utopia?

Angelus Novus 2020 è un progetto politico-culturale promosso dalla Fondazione Battei che prende avvio da queste urgenti domande, senza prefigurare alcuna risposta, alla ricerca di nuovi modi di affrontarle, situandosi nel vivo dell’ecosistema urbano – la nostra città – nel cui seno la Fondazione stessa è sorta e del quale intende esser parte attiva.

I lavori inizieranno a settembre 2019 e prevedono una prima fase che, attraverso cinque conversazioni terminerà a dicembre secondo lo schema che segue.

Clima

Indicatore globale dello stato del mondo, e insieme dello stato d’animo collettivo che lo investe di significati, la parola clima sfida il nostro tempo a saper comporre dialogicamente quelle pratiche – scientifiche, artistiche, politiche – la cui consolidata separazione è complice attiva della catastrofe planetaria in atto e delle nostre difficoltà a farvi fronte.

 

Salute

Diritto alla base delle civiltà occidentali, ma che, nel mondo globalizzato, ha incontrato contrasti crescenti che ne mettono in gioco la sostenibilità e le relazioni di cura. Cantiere in movimento a partire da una visione non duale dell’ecologia di caring, della salutogenesi, della medicina personalizzata, della professionalità nell’era digitale. Nuovo patto civico in cui la cura della salute sia considerata un bene comune.

Civiltà

Parola o quinta teatrale? Rimanda alle civiltà più antiche mentre guarda al processo d’incivilimento nel futuro. Educa ai valori spirituali della cultura materiale assecondando i principi delle istituzioni e le regole delle buone maniere. Col linguaggio dell’arte, si autorappresenta come espressione della polis, luogo locale e compendio del globale. 

Le conversazioni, riservate a un pubblico di invitati, si terranno presso la sede della Fondazione in Strada Langhirano dalle ore 18,30 alle ore 22,30 circa secondo il calendario che sarà comunicato.

Gli incontri, di massima, prevedono una introduzione di un’ora a due o tre voci, una pausa ristoro, un confronto introdotto da discussants, aperto a tutti i presenti.

I lavori, trasmessi in streaming, pubblicati sui social network e sul sito della Fondazione, sono propedeutici ad una seconda fase che si prevede per il biennio 2020-21 con lo sviluppo delle tre aree di attività, la realizzazione di un convegno e la pubblicazione di alcuni volumi.

Tra gli invitati sono previsti studentesse e studenti universitari ai quali saranno riconosciuti crediti formativi. Si intende inoltre istituire una borsa di studio che premi una tesi di laurea magistrale sui temi delle conversazioni e perseguire l’obiettivo di realizzare momenti di divulgazione nelle scuole e presso le associazioni culturali.

Il calendario degli incontri prevede:

  1. una conversazione introduttiva, finalizzata alla presentazione della Fondazione e del programma preliminare di lavoro centrato sull’«Abitare la Città» nel tempo dell’Angelus Novus 2020;
  2. le successive tre conversazioni saranno centrate su punti focali delle tre aree individuate: Clima, Salute e Civiltà.  Esse saranno introdotte rispettivamente da Sergio Manghi, Marco Ingrosso e Alessandro Bosi con interventi di autorevoli invitati;
  3. l’ultima conversazione cercherà di trarre indicazioni dallo svolgimento della fase introduttiva sul come pensare l’«Abitare la Città» nell’epoca contemporanea e su come proseguire l’attività della Fondazione nel successivo biennio.

Sperando che l’iniziativa possa incontrare i tuoi interessi, ti invitiamo a partecipare alle attività previste!

                       Alessandro Bosi  Marco Ingrosso  Sergio Manghi

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